Fable 3 – C’era una volta un gioco molto controverso…

Molti di voi diranno che spalare letame su Fable 3 é un po’ come sparare sulla Croce Rossa o, come piace dire al sottoscritto, come picchiare un uomo mentre sta sul water e che oramai lo sanno tutti che non é ‘sto capolavoro che millantava Molyneux, il famoso frullatore, che lo ha detto pure lui che non é ‘sto granché (ma tanto già se lo so’ comprato tutti e chissene) e bla bla bla… ma dopo che spendo settanta pippozze ce lo avrò pure io il diritto di dire la mia o no?!? Ora vorrei saltare con grande gioia tutta la parte di introduzione e cominciare subito a parlarne ma dato che non tutti sono colti come il sottoscritto, diciamo cos’é Fable 3: questo popò di gioco é un action/gioco di ruolo/simulatore di vita/pasta e fagioli dai toni fiabeschi e vagamente fantasy sviluppato da Lionhead Studios (capeggiati appunto da Molyneux, lo sbattitore elettrico) e distribuito da Microsoft Game Studios per Xbox 360, ma da qualche mese é uscito pure su PC (che culo).

Ma di che parla ‘sto Fable 3?!? Allora in pratica voi siete il/la secondogenito/a del protagonista del secondo capitolo, che era diventato re di tutto e di tutti e possedeva tre televisioni e una squadra di calcio. Dopo la sua dipartita al potere ci va vostro fratello, che c’ha un po’ la sindrome del gerarca del Terzo Reich (ma é molto simpatico) e quindi siete chiamati a capeggiare la rivolta e a subentrargli, il tutto ambientato in un mondo favoleggiante e molto somigliante al Regno Unito in piena Rivoluzione Industriale… sembra figo detto così’ ma purtroppo non lo é, la storia, che aveva tutti i mezzi per essere avvincente dall’inizio alla fine (cazzarola se non é avvincente una rivoluzione cosa caspita lo é allora?!?) risulta presto noiosa e banalotta, non avendo praticamente nessun colpo di scena per tutta la sua durata, tranne uno ma che é scontatissimo come le calze della Golden Lady.

Ma che caspita si fa in ‘sto Fable 3?!? Si combatte contro zombies (la “s” perché fa cool) e orchi, con spade, martelli giganti, fucili, pistole e magie… figata?!? No, ma neanche cagata, infatti se c’é qualcosa che si salva in Fable 3 é il combat system che, pure non essendo ‘sta cosa fuori dal comune, risulta piacevole anche se non si ha mai una sfida degna di questo termine, il gioco é facile come assimilare liquidi da un flebo (perché bere un bicchier d’acqua era troppo poco). Ma non si fa solo questo in Fable 3, in Fable 3 si parla con la gente, ci si balla, ci si rutta in faccia, ci si fa l’aMMore, ci si sposa, ci si fanno dei figli… ci si fanno due coglioni… Tutta la parte social/simulatore di vita/pasta con le vongole é veramente molto noiosa e, ai fini del gioco, inutile e non aggiunge niente di positivo all’esperienza, mostrandosi veramente molto accessoria e di secondo piano, mentre Molyneux (il già citato forno a microonde) si bullava prima dell’uscita del gioco di quanto fosse integrata alla perfezione nel gioco, ma oramai abbiamo capito che al tostapane ci piace dire cazzate. Ma non si fa solo questo in Fable 3, in Fable 3 si gioca di ruolo… no, non é vero, scherzavo, potersi cambiare vestiti,  trucco e parrucco e poter scegliere tra millemila armi tutte identiche non credo si possa chiamare giocar di ruolo, ma chi minchia sono io per poter dire cos’é giocar di ruolo, che poi la gente si incazza con Mass Effect 2 che ha avuto la bruttissima idea di togliere tutta quelle parti in cui nel primo ci si faceva due palle così, che scelta infelice. Ma non si fa solo questo in Fable 3, in Fable 3 ci sta tutta una parte di gestione che… sai che vi dico, stendiamo un velo pietoso (più che velo una trapunta di lana merinos) su ‘sta parte che non é che sia così memorabile, anzi si fa ricordare ma non perché sia divertente…

Ma é bello da vedere Fable 3?!? La risposta é, sorprendentemente, sì. Voi mi direte “Sì?!? Ma che c’hai al posto degli occhi, le sfere Poké?!?”. La mia risposta rimane sì per il semplice motivo che, al di là del comparto tecnico datato, obsoleto e quello che volete voi, il comparto artistico rimane comunque veramente bello e pieno di fascino e atmosfera, dando quasi l’illusione di essere disegnato a mano, complice l’ottimo uso di toni e colori pastello ed é un vero delitto che non si sia riusciti a dargli una storia di pari livello.

Diciamo allora cosa non va in Fable: che é un mix di tutti i generi possibili ed immaginabili ma non é un buon gioco in nessuno di essi e, per quanto abbia un comparto artistico ottimo e un’atmosfera accattivante, entrambi non sono sfruttati a dovere con una storia che poteva essere interessante (e in inglese c’ha pure un cast di doppiatori della Madonna, John Cleese e Ben Kingsley mica so’ gli ultimi scemi che passavano di lì) ma di fatto non lo é per nulla, nonostante tratti un tema abbastanza caro a tutti, ovvero la rivoluzione contro il tiranno/imprenditore milanese (cribbio!!!).

P.S. Il gioco c’ha pure il solito sistema di scelte chierichetto/testa di ravanello, ma oramai ce l’hanno pure i giochi di guida.

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