Limbo – “Nel mezzo del cammin di nostra vita…

…mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. Così recita la prima terzina dell’Inferno di Dante, senza troppi preamboli, senza alcuna premessa o futile introduzione il poeta ci catapulta con forza nell’opera. E nello stesso modo inizia Limbo. Senza nessun prologo che ci illustra cosa stia accadendo, chi sia il protagonista e neanche quale sia il suo scopo, Limbo inizia e basta, con un bambino di cui non si sa nulla, sdraiato su un prato e perso in una foresta fatta di silhouette e scale di grigi. Ma cominciamo per gradi. Limbo é un puzzle/platform in 2D sviluppato dai Playdead Games, sviluppatori indipendenti danesi, e disponibile inizialmente solo su Xbox Live (faceva parte della Summer of Arcade dello scorso anno) e da qualche tempo anche su PS3 e Steam.

Appena presi i controlli del nostro insolito eroe si rimane subito folgorati dallo stile, questo bianco e nero misto ad un effetto pellicola piuttosto marcato ed ad un comparto sonoro minimale che regala al mondo di gioco, questa selva oscura come quella del poema dantesco, un’atmosfera da fiaba, che incute timore ed allo stesso tempo serenità e che verrà brutalmente interrotta alla prima morte del protagonista, brutale, che sia un masso che vi schiaccia o una caduta in un pozzo pieno di spuntoni, senza lasciare spazio a nessun tipo di edulcorazione e che contrasta fortemente con l’atmosfera, in modo assolutamente vincente. E la morte sarà la nostra unica compagna per tutta la durata del gioco, che si attesta sulle 4-5 ore (dipende da quanto siete bravi). Infatti in Limbo si muore un casino di volte, anzi é necessario per comprendere i vari i meccanismi e i vari metodi per risolvere i puzzle. Questa impostazione “Trial and Error” del titolo é forse l’unico limite del gioco, che non lo rende appetibile per tutta l’utenza, ma superato questo scoglio il resto é tutto in discesa. Parlando più specificatamente degli enigmi del gioco bisogna dire che hanno una grande varietà, raramente vi capiterà di ripetere un azione e danno una grande sensazione di gratificazione, senza incappare mai nella frustrazione, fino alla fine del gioco.

Per concludere Limbo é un’esperienza assolutamente obbligatoria per ogni videogiocatore che si rispetti, una perla che non può non catturarvi con il suo stile e il suo gameplay decisamente impeccabili, a patto però di riuscire a mandare giù l’impostazione da “Trial and Error” del titolo.

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