Borderlands – Benvenuti su Pandora!!! (Mica quella di Avatar)

Visto che lo hai nominato nello specialone dedicato alla GamesCom hai ben pensato che una recensione di Borderlands ci stava come il ragù sulla mortadella (“Che schifo!!!” direte voi, ma provatelo e poi mi dite) e quindi eccoci qua a parlare di questo gioco, che é uno shooter ma anche un po’ gioco di ruolo ma anche un po’ MMO e pure un po’ puzzle game (no puzzle game no ma ti pareva brutto fermarti a tre generi). Chiariamo fin da subito che con ’sto gioco hai una specie di rapporto amore/odio, che ci hai giocato la bellezza di settanta ore ma le ultime venti non finiva più e bramavi la fine, in cui hai pensato che forse farsi tutto il gioco comprese le espansioni tutto di fila non era poi ‘sta grande idea e sei arrivato ad un certo punto ad odiarlo profondamente e a maledire Gearbox che lo ha fatto, a 2K che lo ha distribuito e al tizio che lo ha portato all’OpenGames e a loro che mettono l’usato a 19.90 ma in pratica sono venti che i dieci centesimi non te li rendono mai. Ma dieci minuti dopo gli volevi di nuovo bene e ci facevi la pace. Questo é successo ogni ora nelle ultime venti e nonostante tu lo abbia finito oramai da un pezzo ancora non hai capito se ti é piaciuto o ti fa schifo. Diciamo tutti e due?!? No, ti é piaciuto dai, ammettilo, dai su che ti sei divertito.

Innanzitutto bisogna dire che Borderlands é molto particolare, é un FPS ma non é Call of Duty né tanto meno Halo, é un gioco di ruolo ma non é Fallout 3, non é un MMO, ma comunque come in essi quando tutto felice hai appena sterminato tutto un villaggio, non hai risparmiato neanche i pesci rossi nell’acquario e con il tuo fare beffardo vai via, se ci passi cinque minuti dopo stanno tutti di nuovo lì, anche più incazzati. “Ma allora Borderlands é tipo…?!?” Risposta cretina per domanda cretina, Borderlands é tipo Borderlands. Borderlands (non lo avevo scritto abbastanza). In Borderlands non c’é una storia… cioè c’é ma non si vede, che la vedi cinque secondi nel prologo all’inizio e poi ti saluta, e tu dopo cinquanta ore che spari alle gente te la sei pure dimenticata e improvvisamente te la ritrovi nei cinque secondi finali e la osservi con il tipico imbarazzo di quando ti presentano un tizio e poi quello ti saluta e tu non ti ricordi come si chiama, ma entra piano piano, facendo poco rumore e chiedendoti pure scusa nel caso ti avesse disturbato, che non l’ha fatto di proposito e ti regala uno dei finali più vuoti della storia dei videogame, lasciandoti addosso una forte sensazione di incompiuto che neanche gli altalenanti DLC (primo bello, secondo evitato come l’herpes, terzo carino ma prolisso e quarto assai dimenticabile) riusciranno a farti dimenticare, anzi rincarano pure la dose. Ma per la storia alla fine esclami un poderoso chissene e vai avanti, che se volevi della storia ti guardavi l’ultimo film uscito al cinema, oppure ti compravi un libro (per il Kindle ovviamente che oramai la carta ti fa allergia). Che Borderlands invece l’hai comprato per il gameplay, dove spari ad un sacco di gente senza nessun motivo apparente e la cosa é pure ripetitiva, ma allo stesso tempo ti diverte, perché puoi raccogliere gozzillioni di armi tutte diverse, venderle, comprarle e c’hai pure quattro classi tra cui scegliere all’inizio e che puoi potenziare, che se lo giochi con gli amici ti diverti un casino e potete fare pure a botte “virtuali” su chi ha la precedenza su quell’arma che fa gola ad entrambi. Perché Borderlands non é il solito shooter o gioco di ruolo ma é un continuo cercare equipaggiamento migliore, un continuo salire di livello, un continuo raccogliere missioni da ogni posto possibile, che prende dall’inizio alla fine, ma deve prenderti, che se non ti prende le prime dieci ore stai pur sicuro che non ti prenderà più. E devi dire che Borderlands ti piace pure da vedere, con quell’effetto cel-shading molto fumettoso e colorato che ben si sposa con l’ambientazione da colonia spaziale decadente piena di tizi e creature strani e con quell’umorismo spesso e volentieri macabro, ma che a te piace tanto tanto.

C’é una cosa che dovete sapere… Borderlands é una droga, se vi fate prendere una volta iniziato dovete per forza finirlo prima di staccarvene, é fisiologico, con Borderlands non esiste che se fai più di dieci ore poi lo molli, o lo molli prima o non lo molli più, non esistono sessioni brevi, non esistono pause. Borderlands é uno dei gioco più assuefacenti che abbia mai giocato, e che adesso che lo hai finito l’unico motivo per cui non lo ricominci é che sai ti ruberebbe altre sessanta o settanta ore che preferisci dedicare ad altro, aspettando di tornare su Pandora con il seguito.

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